Manikarnika Ghat: cosa sapere prima di andare
Manikarnika è il principale ghat delle cremazioni di Varanasi, dove i fuochi ardono giorno e notte da secoli. Molti visitatori ne sono attratti e non sanno come comportarsi. Ecco cosa sapere.

Perché Manikarnika è importante
Per gli induisti essere cremati a Varanasi, sulle rive del Gange, porta alla liberazione dal ciclo delle rinascite. Le famiglie arrivano da lontano, portano i loro morti nei vicoli su barelle di bambù e, dopo un ultimo bagno nel fiume, li adagiano sulla pira. Il lavoro lo fa la comunità Dom, che cura questi fuochi da generazioni.
Come visitarlo con rispetto
- Non fotografare le cremazioni. È vietato e ferisce profondamente le famiglie.
- Stai in disparte, parla a bassa voce e non bloccare mai il passaggio di un corteo.
- Vestiti in modo sobrio, spalle e ginocchia coperte.
- Non toccare la legna, le ceneri o le offerte.
La truffa delle donazioni
Un uomo che non hai interpellato comincia a spiegarti il ghat, ti porta a un punto panoramico o in un «ospizio» al piano di sopra, poi ti chiede soldi per la legna «per le famiglie povere», spesso a un tanto al chilo. Rifiuta con gentilezza e prosegui. Se vuoi contribuire, chiedi a qualcuno di cui ti fidi come farlo nel modo giusto.
Il modo migliore per vederlo
Da una barca, a distanza rispettosa, capisci la dimensione del luogo senza invaderlo. A piedi, vai con qualcuno che sappia spiegarti cosa vedi e tenere la distanza giusta. Harishchandra Ghat, più a sud, è l’altro ghat delle cremazioni, più piccolo e tranquillo.
Molti trovano la visita commovente più che scioccante. Prenditi del tempo dopo: l’aarti della sera, a pochi minuti a piedi, è un buon modo per chiudere la giornata.
